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lunedì 24 settembre 2007

In difesa delle identità linguistiche

La professione del traduttore tecnico  brevettistico è in pericolo ?

 

Stiamo osservando da anni che la traduzione brevettuale è interessata più di qualsiasi altro settore traduivo.

Il protocollo di Londra è un trattato che intende sopprimere la traduzione dei brevetti di invenzione. È stato siglato nel 2001 dalla maggior parte dei paesi Nord Europei, tuttavia la maggioranza di quelli del Sud (Spagna, Portogallo, Italia, Grecia, l’Austria compresa) ne hanno rifiutato l'adesione.

Questo protocollo fatidico prepara, infatti, il terreno al brevetto comunitario mediante l'istituzione di un unico sistema legale comunitario di composizione delle controversie.



Traduzione brevetti

 

A tale proposito la signora Merkel dichiara alacremente:  
«Siamo fieri della nostra diversità in Europa, ma quando si tratta di brevetti comunitari dobbiamo tentare di contenerla. Non possiamo lasciare le cose come stanno, dobbiamo progredire in qualche modo». 

Il mercato della traduzione rischia di perdere 40 milioni di Euro


In Europa una fetta importante delle attività connesse alla traduzione brevetti rischia di essere colpito dal colpo di scure inflitto dal Protocollo di Londra, che sarà sottoposto anche al parlamento francese proprio il prossimo 26 settembre 2007, data cruciale per noi traduttori, poiché, con l'eventuale adesione transalpina, la temuta misura entrerebbe in vigore su tutto il territorio europeo.




Cosa rischiano in dettaglio i traduttori



Le conseguenze saranno pesanti per numerossimi professionisti della traduzione con la soppressione di oltre 2.000 posti di lavoro (traduttori indipendenti, società di traduzione, personale amministrativo, project manager, proofreader, esperti grafici).
Forse, di punto in bianco, oltre 500 traduttori tecnici si ritroveranno senza impiego e nell’obbligo impellente di riconvertirsi in un altro ambito della traduzione? Ai posteri l'ardua sentenza!

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