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martedì 26 settembre 2017

Traduzioni corrette ma criticate: cosa fare?

Il dilemma: quando il traduttore è incontestabile ?
Il mattino seguente, ritroviamo i soliti dilemmi - che fare quando il cliente (stimatissima e preparatissima persona nel suo ambito professionale) si erige a giudice linguistico e critica aspramente della traduzioni corrette? La notte è passata e la situazione sembra complicarsi ulteriormente. La mia attitudine in questi casi: essere sincera, mantenendo un tono propositivo che va aldilà della semplice gentilezza commerciale. Il giorno seguente, sorprendentemente, il feed back della nuova traduzione riprende la falsariga di quello precedente, sebbene lo stile impiegato fosse cambiato poiché il professionista traduttore anglofono non era più lo stesso; ho assegnato la commessa ad una mediatrice linguistica perfetta bilingue italiano-inglese statunitense, un elemento validissimo che conoscendo perfettamente la lingua italiana, non è mai indotta a commettere errori di interpretazione semantica di alcuna natura. Il richiedente pero' mostra ancora insoddisfazione rispetto al servizio fornito :-(((: "Mi dispiace, ma non sono ancora soddisfatto. Alcune cose: non è stato tradotto l’indice, non è mai usata la parola Stream per corrente/acqua/acque/liquidi, è usato tank per vasca invece di basin, è usato offer per proposta e non proposal.
Di nuovo, chi lo ha tradotto non è di madre lingua, come non lo sono io, del resto..."

Invio per un'analisi incrociata i testi tecnici tradotti e l'esito dopo neanche un'ora di controllo, è il seguente:
"Dai commenti riteniamo che queste indicazioni sono assurde.... (!!!👀!!!) le nostre traduzioni sono corrette:
Quando parliamo di impianti e cose del genere, si usa sempre flow (il cliente è libero di controllare, in qualsiasi sito tecnico).
"Basin" non è la traduzione di "vasca", ma di "bacino", anche in questo caso, invito il cliente a controllare su altri siti tecnici.
"Proposal" anche se in alcuni contesti l'abbiamo visto utilizzare, è davvero poco frequente. E' molto più comune l'espressione "business offer". (in ogni caso, al massimo è un'alternativa, non certo un errore).
Partendo da questi presupposti, non sapremo proprio come revisionare la traduzione corretta, visto che le richieste che ci vengono mosse sono sostanzialmente errate.
Dando un'occhiata a quello che il cliente chiede, si capisce benissimo che la sua conoscenza, lungi da essere "madrelingua" è completamente errata; è andato a modificare a suo piacimento dei costrutti grammaticali corretti con altri scorretti.
Per quanto riguarda l'indice: colpa del programma del suo PC. Basta cliccarci sopra e lo si apre. Per quanto riguarda il resto, queste correzioni non stanno nè in cielo nè in terra 😨- E' come se ci mettessimo a correggere un trattato di metafisica adducendo che per noi sta meglio così!!! A ognuno il proprio mestiere, a noi quello di traduttori professionali..." 

Aggiungo io : anche se, grazie al nostro antico lavoro (il traduttore factotum) li scopriamo quasi tutti....

lunedì 25 settembre 2017

Traduzioni criticate ingiustamente: cosa fare per non offendere il cliente rilettore

Quante volte è vi accaduto di ricevere delle critiche su una traduzione? - Sinceramente a me accade circa 3/4 volte all'anno su un volume di circa 1.000.000 di parole tradotte e erogate in oltre 40 combinazioni linguistiche. Non è una percentuale allarmante ma infastidisce sempre ricevere feed back negativi quando lo scopo della propria azienda è quello di soddisfare sempre la clientela per renderla fruttuosa e fedele negli anni.

Qualche giorno fa ho ricevuto una richiesta abbinata da un reclamo diretto a un servizio effettuato qualche settimana orsono.

"La prego di non far tradurre questo nuovo documento tecnico dalla stessa persona che ha tradotto la mia ultima pratica; anche se l’argomento è il medesimo, per la prima volta, non sono rimasto soddisfatto. C'erano errori di grammatica, oltre ad uno "stile poor" - non di madrelingua..."

Il traduttore tecnico inglese della mia équipe, uno di quelli dalla maggiore anzianità è stato incaricato di revisionare il lavoro fornito, un traduttore alternativo rispetto a quello che aveva eseguito tutto il progetto di livello 1 (traduzione e revisione comparata).

Il suo feed back è stato il seguente: 'Ho eseguito il controllo trovando che, essenzialmente la traduzione finale è stata mantenuta tale. Il cliente ha modificato alcuni termini tecnici, introducendo, a scapito della qualità globale, numerosi cambiamenti, sbagliati grammaticamente.

Alcuni esempi concreti per entrare nel vivo del discorso:

1.    p.4  Il nostro "for the inspection on", che è corretto è stato sostituito da  "for the survey paid on". Lasciando stare che survey ed inspection sono praticamente la stessa cosa, il "paid" è un errore (significa "pagato") e non è certo un termine che sarebbe usato in questo contesto da un madre lingua... (critica sbagliata)

2.    "revamping" invece di "adaptations" - son d'accordo sia meglio il loro per un testo tecnico (critica corretta)
3.    P. 5 Il loro "Construction of the necessary interconnetting" che sostituisce il nostro (e corretto) "realisation of interconnections". Non soltanto "interconnetting" messo così non è completo da un punto di vista grammaticale, anche lo spelling non è corretto, dovrebbe essere "interconnecting"
(critica sbagliata)

4.    P.7 Il loro "concerns" invece di il nostro "regards" - sono la stessa cosa (critica sbagliata)

5.    P.7 Il loro "feed water" meglio del nostro "charging water" anche se può essere usato anche il nostro (critica soggettiva)

6.    P.7 Il loro "required performances" che sostituisce il nostro "requried performance levels" - molto meglio la nostra scelta, anche perché performance non si dovrebbe mettere al plurale in inglese classico (critica sbagliata)

7.    P.9 Il loro "It is 90% smaller than a traditional ones" che è sbagliato, invece del nostro "It is 90% smaller than traditional sedimenters", che è corretto. "A traditional ones" il singloare mischiato al plurale, dovrebbe essere "traditional ones" e basta, errore grammaticale di base. (critica sbagliata)

Il bilancio finale => Il cliente non ha sempre ragione... Ma come fare a spiegarglielo senza urtare la sua sensibilità e perderlo per sempre? Ci sta ordinando ancora, non è un cliente svanito nel nulla. Lo perdiamo se gli diciamo tutta la verità? Se gli dimostriamo che il suo intervento ha abbassato il livello della traduzione si sentirà ridicolo e preferirà non ordinarci più nulla cercando un nuovo fornitore (sul mercato ce ne sono tanti, non lo neghiamo)? Certo è un dilemma che vorrei risolvere senza mancare di professionalità oppure perdere un'opportunità di business per sempre. Sto ancora riflettendo sul caso specifico. Forse la notte porterà consiglio....

martedì 19 settembre 2017

Traduzioni criticate : Quando il cliente vuole salire in cattedra e correggere i professionisti della traduzione

Traduci che il ciel ti aiuta!
Da  super veterana dei servizi di traduzione quale sono - faccio questa professione da oltre 15 anni - ho vissuto più di una volta l'esperienza di ricevere alcuni reclami basati unicamente su un giudizio affrettato dei testi tradotti dal mio staff 'traduttorio' (scusate la mia licenza ;)).
L'ultimo fra questi verteva sulla traduzione di un titolo, dall'italiano al francese, da eseguire "al volo" per colmare il bisogno di un cliente operante nel settore informatico : la frasetta 'magica' da tradurre era: RISPARMIA SUI COSTI DI GESTIONE! La traduzione appropriata trasmessa era:  'Réduisez vos coûts de gestion !' in alternativa, 'Optimisez vos coûts de gestion !'. Rinviata con il ritmo tambureggiante che contraddistingue queste brevissime domande di traduzione, dal richiedente non ricevemmo un ringraziamento, ma piuttosto un rimprovero: "io intendo "RISPARMIATE" NON "RIDUCETE"!!!..." Visto che lo scambio di email non era sufficiente per convincere il destinatario, feci sollevare il telefono da un collaboratore traduttore francese che chiamo' la persona interessata affinché gli potesse spiegare che in tale circostanza (ambito aziendale / commerciale) utilizzare il termine tradotto letteralmente in francese 'économisez' sarebbe stato un errore marchiano poiché tale parola, nella lingua d'oltralpe, avrebbe apportato un'accezione  negativa e forviante (si usa peraltro nei cartelli pubblicitari dei supermercati o nei casi che vi sia omaggiato qualcosa!!) totalmente da evitare nel caso specifico.

Un altro esempio diriva dalla traduzione di un catalogo in francese per un'azienda leader nel settore ludico degli sport di scivolamento:
una volta consegnata la traduzione, il cliente poche ore dopo
ritorno' dicendomi di far ricontrollare il testo tradotto "facendolo comparare con attenzione al testo di origine, in italiano".
Testualmente mi diceva: "Io non so il francese ma “campi scuola” non si traduce in "jardins des neige"". Ebbeno si, in questo caso la traduzione, pur sembrando bislacca ad un occhio profano è corretta: campi scuola in località di sport invernali si dice proprio "jardins des neige"" e dopo una dimostrazione pratica che la scelta era corretta (5 / 6 link di siti autorevoli inerenti al soggetto) la traduzione fu accettata e convalidata.

Un altro anedotto curioso, ma ne potrei raccontare molti altri, riguardava la traduzione di un sito dall'italiano allo spagnolo castigliano. Il cliente lamentava che la traduttrice non aveva tradotto alcuni termini che lui identificava in lingua italiana. L'esperta traduttrice - laureata in latino e greco - rispose testualmente: "i termini che non ho tradotto sono latini (in quota, nulla osta, interim) non italiani, e in buon spagnolo non si traducono..." ;-)

La critica è giusta e ringrazio sempre quando i clienti ce ne portano di costruttive, nei casi in cui è per tutti una perdita di tempo, insomma preferirei evitarla, anche perché in questi casi il detto 'il cliente ha sempre ragione" è veramente difficile da accettare.

sabato 5 agosto 2017

XV GIORNATE DELLA TRADUZIONE LETTERARIA CON LA STRAORDINARIA PARTECIPAZIONE DI ELISABETTA BERTINOTTI

La blogger letteraria Elisabetta Bertinotti
XV GIORNATE DELLA TRADUZIONE LETTERARIA

29 - 30 settembre e 1 ottobre 2017 - Link Campus University, Casale di San Pio V, Roma
Dal 29 settembre al 1 ottobre, presso l’Università Link Campus di Roma, si terrà  grazie al Centro per il libro e la lettura, e con il prestigioso patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dell’Instituto Cervantes e delle Biblioteche di Roma, la collaborazione dell’Institut français d'Italie e del Goethe Institut, la XV edizione delle Giornate della traduzione letteraria.
I più grandi professionisti dell'editoria, scrittori, blogger letterari, studiosi e naturalmente traduttori letterari si alterneranno in cattedra per intavolare  seminari e dibattiti che svilupperanno e analizzaranno tematiche, e orizzonti di un mestiere cheè il sistema circolatorio delle letterature del mondo.

martedì 13 giugno 2017

Traduzione letteraria a servizio della cultura

Tradurre tutto il mondo!
Un libro è un insieme di parole che si inseriscono le une nelle altre e la cui comunione esprime un campo di idee forgiate appositamente dall'autore per affascinare il proprio pubblico. Consentono allo scrittore di condividere i propri pensieri attraverso il duttile strumento della letteratura. 

Tuttavia, tutte le lingue e tutte le parole posseggono dei confini propri dettati dalla lingua cui appartengono. Ed è proprio in questa fase che la funzione della traduzione letteraria si fa breccia trasformando ogni frase e pensiero ad esso connessi nei loro fedeli corrispondenti “esteri”. 

Ciascun libro è il prodotto di un’equivalenza tra la volontà dell'autore e la capacità di ricezione del lettore culturalmente "a piede libero". Questa corrispondenza è naturale quando entrambe le parti sono legate alla stessa lingua e cultura, poiché ogni cenno e riferimento dello scrittore potrà essere intuito e compreso dal lettore senza nessuna difficoltà apparente. 

In effetti, le parole dell'autore nascondono un’abitudine nel pensare, una familiarità con alcuni argomenti che non sono facili da comprendere per un lettore straniero se alla base il lavoro di decodificazione non è stato eseguito con coerenza e rigorosità. Infatti la struttura di un testo non è caratterizzata unicamente dalle parole che la compongono. 

Come rilevato da Aldous Huxley "un suono musicale che evoca una nuvola armonica" è paragonabile all’esercizio prosastico che connota una molteplicità di elementi di riflessione. In questo "alone di associazioni linguistiche e di pensiero" si situa l'interesse dell’autore, perché le storie possono essere simili, ma le parole scelte dall'autore sono diverse e generate dalla combinazione di idee originali e motivanti. Cosi’ facendo, lo scrittore trasmette un messaggio originale, offrendo uno sguardo nuovo che comunica un originale modo di pensare basato su archetipi propri alla cultura che il lettore deve agevomente saper cogliere. 

In tale circostanza la traduzione letteraria si trasforma in un esercizio estremamente delicato che coinvolge una perfetta padronanza della lingua e cultura dei due paesi di fatto geograficamente e tradizionalmente separati. Infatti, il traduttore deve tradurre il particolare mondo dell'autore in un'altra cultura parallela ma distante. Deve riuscire ad adattare i riferimenti e le associazioni letterarie senza alterare lo stile dello scrittore. 

In particolare, tale atto di traduzione richiede creatività, ma anche una comprensione della storia e dei suoi antefatti. In primo luogo, la traduzione richiede una lettura e assimilazione del libro. Il traduttore del romanzo deve potersi "appropriare" della storia e capire la volontà dello scrittore. 

Tale atto intimo fa scaturire una nuova ed integerrima corrispondenza tra l'autore e il traduttore. Dopo aver constatato la volontà e l'universo dello scrittore, il traduttore letterario deve comunque esercitare con rigore l’adattamento di un testo nell’intimità della sua lingua. Tuttavia, il lavoro non si limita a questo, altrimenti la dimensione essenziale dell’opera sarebbe fatalmente latitante.

Il traduttore deve dimostrare che la creatività possa trasporre la storia affinché l’universalità dei lettori la possano comprendere. Tale livello di traduzione creativa assurge al concetto di “transcreazione” e richiede un perfetto equilibrio tra immaginazione e rigore interpretativo del traduttore. Il romanzo ha necessità in tal caso di una padronanza della narrazione e, nella sua costruzione l'abile traduttore deve destreggiarsi tra descrizione e dialogo durante l'implementazione dei riferimenti dell'autore e la trascrizioni di fatti storici ad esso connessi. Nomi, luoghi e le azioni devono essere assunti o spiegati in modo che il lettore ne riviva fedelmente le sfumature tramite la ricchezza della prosa. 

D'altra parte, la traduzione poetica e teatrale richiede una più accesa creatività. Ma non dobbiamo fraintendere, anche se il traduttore assume il ruolo di poeta vate non deve sentirsi nella posizione di alterare l'armonia del verso originale, poiché la poesia è prima di tutto un'armonia musicale e di pensiero. Chi ancora puo osare nel dire che il traduttore letterario sia una figura di secondo piano della cultura internazionale?