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mercoledì 28 novembre 2012

Analisi dell’Interprete - Traduttore – Alcuni lati positivi di questo mestiere - 1

Sono effettivamente due professioni spesso predilette dai giovani amanti delle lingue e delle letterature. L'interprete traduce oralmente, mentre il traduttore lo fa scrivendo.
Il loro obiettivo condiviso? Facilitare la comunicazione e le relazioni tra persone di lingue differenti. I traduttori /interpreti tecnici sono remunerati a pagina o a giornata e si devono documentare e specializzare rispetto a tutti i settori (medicina, diritto, finanza, ecc.) per raggiungere un buon livello qualitativo.

Per quanto riguarda la traduzione letteraria, l'iter formativo è più complesso e passa per una vena creativa innata.Per gli appassionati della letteratura essere traduttore letterario è un'opportunità unica – per un giovane scrittore poterb tradurre delle grandi opere rappresenta una scuola straordinaria e consente di adattarvi cosi' il proprio stile. Gli sbocchi pratici non sono pero' numerosi; è tuttavia questa particolare branca a detenere lo scettro dell’eccelenza in questo mestiere.
Più ampie possibilità di impiego sono disponibili nei settori tecnici; tradurre un testo giuridico (lavorando presso la UE o in una grande azienda), informatico, finanziario, medico : sono questi settori dove la domanda è più estesa e diversificata. Esiste anche il settore del commercio internazionale dove le negoziazioni sono realizzate in lingua straniera ma con un vocabolario altamente specializzato.

Per sondare meglio l’universo di questo mestiere, ho raccolto nell’ultimo mese presso un gruppo di oltre 200 traduttori/interpreti alcuni pareri molto interessanti che consentono alla filiera della traduzione di presentare le proprie caratteristiche e molteplici applicazioni. Mentre la stampa fa conoscere i sedicenti "passi avanti" della traduzione automatica, è giusto e sacrosanto parlare del valore dei traduttori professionali, di donne e uomini che amano veramente il loro mestiere, a mio parere insostituibile.

In questo primo intervento analizzo i tre aspetti positivi principali nell’esercitare il mestiere della traduzione. In articoli successivi trattero’ altre realtà specifiche rilevate nel corso di questa mini indagine.

Cosa amo di più del mio mestiere
Il 70% dei miei colleghi ha dichiarato che ama entrare nelle profondità di in un testo per scoprirne i segreti più reconditi. Transporne i messaggi nella propria lingua ha un lato quasi magico. Ci si mette a servizio del testo medesimo. Per i traduttori editoriali è molto apprezzato il fatto di poter lavorare su autori dei quali si apprezzavano già le opere e il loro valore. Traducendo si prende infatti coscienza di numerossisime sfumature che il lettore non percepirà naturalmente leggendo d’emblée un’opera. Il buon traduttore sa creare un legame molto particolare con il libro e l’autore che traduce.

Il 95% ama la libertà nell'organizzare la propria giornata. Il fatto di poter lavorare a casa seguendo i propri ritmi senza avere nessuno « dietro la schiena ». Dal momento in cui si rende al cliente la traduzione rispettando i tempi e la qualità richiesti, non si deve rendere conto a nessuno delle ore impiegate o di altri dettagli. Ad esempio, e’ possibile fare altro per tutta la mattinata e poi "mettere la quinta" nel pomeriggio ed approfittare di un colpo di insonnia per portarsi avanti in un progetto : insomma essere padrone completo del proprio tempo.

L’80% apprezza il rinnovamento continuo degli argomenti trattati: non si fa mai la stessa cosa, si impara sempre ed è raro che ci annoi veramente. Tradurre puo’ essere dunque istruttivo e appassionante.


 

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