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lunedì 16 aprile 2012

Le pretese economiche di agenzie e traduttori

Spaziando nei numerosissimi forum pubblici e privati che si succedono sulla "tela", riscopro parte delle evidenti anomalie che contraddistinguono la nostra categoria professionale.

Ritrovo facilmente i soliti discorsi animati da traduttori irridenti verso i propri colleghi che per necessià accettano tariffe dai primi percepite come troppo basse per traduttori professionisti madrelingua italiani, inglesi, olandesi, ecc.

Navigando poi su blog rispettabilissimi è facile ritrovare commenti spammistici che inneggiano a prezzi da rapina accompagnati da messaggi commerciali shock del tipo:

“Noi offriamo le migliori tariffe del mercato! da 0 a 10.000 parole euro 0.03 .......”.

Indagando un po’ di più – senza voler alterare la sucettibilità altrui o infamare nessun collega, scopro che si tratta di agenzie basate in Spagna che pretendono di offrire traduzioni a queste inusuali tariffe, remunerando quindi i propri collaboratori neanche 0,015 euro a parola, in soldoni 4 euro all’ora...... meno di 8.000 mila delle vecchie lire, quello che guadagnavamo noi quarantenni 20 anni fa quando impartivamo lezioni di supporto linguistico a studenti in difficoltà.... beninteso, naturalmente sempre pagando le care e beniamate tasse.

Su Proz poi i discorsi legati alla ricerca della giusta tariffa si accavallano senza fine da oltre un decennio. C’è chi propone spesso il paragone con i prezzi della propria domestica. Facile trovare discorsi pratici di questo genere “All'inizio anch'io chiedevo poco ma mi sono resa conto che ciò che mi rimaneva in tasca non bastava per pagare la signora che viene a pulire casa, visto che io sono sempre a fare traduzioni .... allora mi sono detta di aumentare i prezzi.”

Seguono risposte più realistiche che provengono forse da chi è riuscito a ben organizzarsi riducendo i tempi di traduzione e farsi un parco clienti sufficientemente ampio; eccone un esempio:

“Di traduttori ce ne sono moltissimi, di agenzie anche quindi per la legge della concorrenza i prezzi scendono...”.

Ed io aggiungerei che purtroppo a volte i prezzi collassano specialmente in Italia per una mancanza totale di onestà intellettuale da parte di alcune categorie di clienti che affidano i loro progetti a provider dalle proposte economiche sempre più stracciate per un servizio ‘la traduzione’ che da buona parte dei businessmen viene purtroppo a torto percepito come secondario. Loro che spesso pero’ inneggiano ai costi enormi della non qualità, qualora si tratti di vendere prodotti e servizi considerati più qualificati e qualificanti.

Se si potesse lavorare in un clima di maggiore rispetto e coerenza sarebbe veramente meglio per tutti. Pretenderlo oggi, con tutto quello che sta capitando e che probabilmente avverrà a breve termine, sembra un po’ velleitario, ma è pur sempre una voce di speranza che dovrebbe nascere da tutti noi, grandi e piccoli... che siamo.

L’idea di lavorare nelle giuste condizioni è sacrosanta anche perché è solo grazie all’impegno e all'attività che si possa sconfiggere la piaga della sottoccupazione. E’ infatti perfettamente corretto parlare di giusta remunerazione o minimo possibile – in Francia infatti esiste lo Salario Minimo Interprofessionale di Crescita (SMIC), stabilito dal Governo, che rappresenta la retribuzione minima oraria consentita. Non sarebbe male basarsi su un minimo equivalente in tutta Europa anche per la nostra professione di traduttore. Per il resto del mondo è impossibile e l’infattibilità è dimostrata nei numerossimi settori che patiscono la più feroce concorrenza nel quadro di quel fenomeno chiamato mondializzazione.


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