Il mio osservatorio sulla traduzione contemporanea: tecnica, audiovisiva ed editoriale, tra IA e un mercato che premia la velocità ma ha ancora bisogno di eccellenza. Qui trovi esperienza reale e standard alti: scelte linguistiche pulite, controllo qualità, stile, coerenza terminologica e metodo di lavoro. Analisi, strumenti e criteri per distinguere il professionista dal “copia-incolla”. A cura di Elisabetta Bertinotti, traduttrice e consulente.
lunedì 10 dicembre 2012
Supportare il multilinguismo: Italia ottiene una storica vittoria alla Corte di Giustizia Europea - ecco come risponde qualche giorno dopo l’Europa, manovrata dagli stati “rispettabili” che tanto ammiriamo noi italiani...
giovedì 15 settembre 2011
GIORNATA EUROPEA DELLE LINGUE - EDIZIONE 2011 - celebrare la comunicazione linguistica in tutte le sue forme
Certi che le diversità linguistiche siano la giusta via per favorire una migliore comunicazione tra culture ed uno degli elementi chiave per accrescere il già ricchissimo patrimonio del nostro continenente, il Consiglio Europeo sostiene e promulga il bilinguismo in tutta Europa e dedica annualmente una giornata per celebrarne l’impegno e i risultati ottenuti.
Una serie di eventi in diversi atenei saranno organizzati in tutta Europa, ma non solo:
Le celebrazioni proseguiranno con entusiamo per quasi una settimana a partire dal 26 settembre.
sabato 3 settembre 2011
Piccole e grandi inferenze ed interferenze linguistiche
Un altro valido esempio è rappresentato dall’influenza eserciata dal latino e dalle lingue neolatine sull’evoluzione della lingua inglese, facendola assomigliare paradossalmente nel corso dei secoli passati un po’ all’italiano moderno e al francese, soprattutto nella propria espressione scritta.
Il fonema e il grafema di vocaboli simili si differenziano ora grazie a fenomeni come la comparsa di una vocale e/o per l'assimilazione consonantica. Non sempre, però, il loro significato è rimasto identico poiché la evoluzione di ogni singola lingua ha fatto assumere ad alcuni termini simili significati e significanti diversi.
Ecco alcuni esempi concreti:
Le opinioni sono discordanti e alcune tra loro allontanano in parte i forti allarmismi di alcuni puristi dell’Accademia della Crusca. Secondo questi ricercatori “ottimisti”, infatti, l’invadenza dell’inglese è indubbia, tuttavia è ancora integro sia il lessico fondamentale, sia anche se parzialmente quello della conversazione generica, utilizzato da ciascuno di noi ogni giorno.
Tuttavia, purtroppo l'influenza dell'inglese sulla nostra lingua si manifesta a volte in maniera subdola, utilizzando certe parole italiane, affini in qualche misura a quelle inglesi, in un significato che è proprio della lingua inglese e non corrispondente alla lingua italiana. Ciò può confondere persone che, abituate al significato italiano della parola, si trovano “spaesate” dal senso che a loro sembra assumere la frase, come nel caso dei termini dramatic e dramattico.
La più evidente fonte di preoccupazione per l’autenticità e vitalità della nostra lingua sorge dalla dilagante tentazione di adottare sistematicamente l’inglese in alcune aree scientifiche e manageriali. In tal senso, per approfondire tale problematica è consigliabile consultare lo studio di B. Cappuzzo ‘Il linguaggio informatico inglese e italiano’, quello di A. Bistarelli, “L'interferenza dell'inglese sull'italiano”, e “L’Influenza dell’inglese sulla lingua della pubblicità italiana”, del Blog Ciao Italia, quello di E. Bertinotti "Iniziativa "Francomot" per evitare i prestiti linguistici".
La grammatica italiana pero’ sembra mantenere intatta la sua egemonia. Prendiamo l’esempio di una delle parole inglesi più utilizzate in italiano: computer. Anche se la lingua francese ha saputo tradurla egregiamente con il termine ‘ordinateur’, l’italiano, almeno a livello grammaticale, non la coniuga al plurale aggiungendo la s finale, infatti all'interno di un testo italiano – almeno per ora - le parole straniere non si declinano mai al plurale. Questo punto deve essere tenuto in conto, specialmente dai traduttori professionali che intendono tradurre correttamente, pur utilizzando termini inglesi in testi italiani, e visto che questo è il mio mestiere non potevo non concludere il mio intervento con questo breve inciso.
sabato 27 agosto 2011
L’inglese non è l’unica lingua che bisogna parlare…
Federico Fellini, regista
Ludwig Wittgenstein
Nicholas Ostler, Empires of the Word
Robert Frost, poète américain
Pr. David Crystal, linguista britannico, Professore onorario, Uiversity of Wales, autore de “The Cambridge Encyclopedia of the English Language”
Proverbio slovacco
Internauta anonimo
giovedì 25 novembre 2010
Biennale della traduzione a Napoli

venerdì 27 agosto 2010
L’inglese è ormai la lingua del cittadino europeo?
Premesso che, come ha dichiarato il membro della Commissione Europea, Leonard Orban «La capacità di comunicare in varie lingue costituisce un grande vantaggio per le persone, le organizzazioni e le imprese. Promuove la creatività, rompe gli stereotipi culturali, incoraggia le idee originali e può aiutare a sviluppare prodotti e servizi innovativi» la realtà linguistica in Europa sembra subire delle influenze sempre più marcate dalla lingua inglese.venerdì 30 luglio 2010
Lingua francese: perché difenderla dall'inglese?

martedì 4 maggio 2010
« La lotta per la lingua francese » di C. Hagège
Rappresenta una verifica sul dominio esercitato dalla lingua inglese in tutti i settori (prima parte: « Ieri il francese, oggi l’inglese ») e una risposta attiva destinata a promuovere non unicamente la specificità del francese, ma anche quella delle altre lingue (seconda parte : « I percorsi dell’azione »).
Che siate d’accordo o meno con l’autore è un libro che non può mancare nella biblioteca di ogni francofono o francofilo.
E per offrire solo qualche assaggio di quanto è uscito dalla penna di Claude Hagège ecco tre citazioni chiave di questo libro tutto da leggere e meditare.
« ….Piuttosto di aggrapparsi ad una lotta aperta alla ricerca di affermare una lingua elitaria, gli estimatori della letteratura francese e della sua lingua elegante e raffinata devono convincersi che le straordinaie opere prodotte da questa letteratura hanno a diritto, grazie alle tematiche illustrate e la forma utilizzata, una vocazione che supera i confini francesi. Servire la lingua francese significa non scorgere nessuna contraddizione tra l’acquisito storico della lingua francese e la propria capacità di esprimere il mondo moderno.»
(Hagège, 2008: 177)
« Come si devono comportare i politici francesi e quale battaglia devono intraprendere? La risposta è chiarissima. Devono confrontarsi ad una forza e ad un valore: la forza è quella del profitto, la medesima cui la maggior parte dei businessmen sacrificherebbe tutto. Riguardo al valore da perseguire, opponendolo se non c’è nessuna scelta al profitto selvaggio, è la cultura »
(Hagège, 2008 : 207)
« Le lingue nascono, si sviluppano e muoiono. A tale riguardo hanno delle caratteristiche simili a quelle delle specie viventi. […] Riflettendo meglio sono molto più complesse. Si collocano nella parte più profonda dell’umanità. Una lingua è uno modo di percepire, immaginare e pensare unico nel suo genere, anche se la possibilità universale della traduzione sfuma questa visione del mondo propria a ciascun lingua, che di per se è unica e non trasmettibile. Per ogni individuo la perdita della propria lingua è, in qualche modo, quella di una parte della propria anima »
(Hagège, 2008 : 235-236)
lunedì 24 settembre 2007
In difesa delle identità linguistiche
La professione del traduttore tecnico brevettistico è in pericolo ?
Stiamo osservando da anni che la traduzione brevettuale è interessata più di qualsiasi altro settore traduivo.
Il protocollo di Londra è un trattato che intende sopprimere la traduzione dei brevetti di invenzione. È stato siglato nel 2001 dalla maggior parte dei paesi Nord Europei, tuttavia la maggioranza di quelli del Sud (Spagna, Portogallo, Italia, Grecia, l’Austria compresa) ne hanno rifiutato l'adesione.
Questo protocollo fatidico prepara, infatti, il terreno al brevetto comunitario mediante l'istituzione di un unico sistema legale comunitario di composizione delle controversie.
Traduzione brevetti
A tale proposito la signora Merkel dichiara alacremente:
«Siamo fieri della nostra diversità in Europa, ma quando si tratta di brevetti comunitari dobbiamo tentare di contenerla. Non possiamo lasciare le cose come stanno, dobbiamo progredire in qualche modo».
Il mercato della traduzione rischia di perdere 40 milioni di Euro
In Europa una fetta importante delle attività connesse alla traduzione brevetti rischia di essere colpito dal colpo di scure inflitto dal Protocollo di Londra, che sarà sottoposto anche al parlamento francese proprio il prossimo 26 settembre 2007, data cruciale per noi traduttori, poiché, con l'eventuale adesione transalpina, la temuta misura entrerebbe in vigore su tutto il territorio europeo.
Cosa rischiano in dettaglio i traduttori
Le conseguenze saranno pesanti per numerossimi professionisti della traduzione con la soppressione di oltre 2.000 posti di lavoro (traduttori indipendenti, società di traduzione, personale amministrativo, project manager, proofreader, esperti grafici).
Forse, di punto in bianco, oltre 500 traduttori tecnici si ritroveranno senza impiego e nell’obbligo impellente di riconvertirsi in un altro ambito della traduzione? Ai posteri l'ardua sentenza!

