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giovedì 15 gennaio 2026

Tradurre nel 2026: IA, post-editing e qualità quando il mercato cambia davvero

C’è un prima e un dopo. Non perché la traduzione “sia finita”, ma perché il mercato ha cambiato regole, tempi e aspettative in modo brutale. L’IA generativa ha reso più facile produrre testo, ma non ha reso più facile produrre testo affidabile. Nel frattempo, molte agenzie e molti clienti hanno trasformato la parola “efficienza” in un sinonimo di tagli indiscriminati: meno tempo, meno budget, più urgenza.

Se lavori con le lingue lo sai già: il problema non è la tecnologia. Il problema è l’uso che se ne fa, e l’idea che la qualità sia un dettaglio. Questo post nasce per mettere ordine: cosa sta succedendo davvero, quali competenze oggi contano, e come un traduttore moderno può continuare a lavorare con continuità senza diventare un “post-editor a cottimo”.

La nuova normalità: velocità, compressione, disintermediazione

Il cambiamento più visibile non è l’IA in sé. È la compressione del processo.

  • Il brief arriva più tardi, e spesso è più povero (glossari incompleti, reference assenti, tono “fai tu”).
  • La consegna arriva prima, e spesso con aspettative irrealistiche.
  • Il budget, invece, scende o resta fermo mentre la responsabilità resta identica.

In mezzo, compare un nuovo standard implicito: “tanto poi lo sistema l’AI” oppure “è già tradotto, devi solo dare una sistemata”. Qui si annida la trappola: quando la traduzione viene raccontata come rifinitura, il valore si sposta dal linguaggio alla velocità. E chi lavora bene finisce a competere con chi lavora in fretta.

Post-editing: il nome non è il problema, lo sono le condizioni

Il post-editing non è un insulto. È un’attività tecnica, con competenze precise. Il problema è quando viene venduto come un’operazione leggera, a tariffa ridotta, su output non controllato e con responsabilità totale sul risultato finale.

Se il testo è “quasi pronto”, i tempi dovrebbero essere davvero compatibili con un controllo di qualità serio. Se il testo è instabile, pieno di false equivalenze, incoerenze o allucinazioni, allora non è post-editing: è traduzione mascherata.

Criterio operativo semplice (che ti salva tempo e margine)

Se per rendere il testo pubblicabile devi riscrivere più di quanto correggi, il pricing e la pianificazione devono cambiare.

Se ti serve un metodo strutturato per gestire post-editing e QA senza perdere qualità, qui trovi come lavoro: metodo e servizi di traduzione e editing multi-agente.

Dove l’IA inciampa ancora (e dove il professionista fa la differenza)

L’IA può essere utile su bozze, riformulazioni, varianti. Ma nei punti che contano davvero, l’affidabilità non è garantita. Tre aree ricorrenti:

  • Coerenza e terminologia: la parola “giusta” non è quella più frequente, è quella corretta in quel dominio, in quella linea prodotto, in quella documentazione.
  • Registro e responsabilità: audiovisivo, editoriale e corporate richiedono una voce, non un collage di scelte probabilistiche.
  • Vincoli e rischi: in testi regolatori, contrattuali, tecnici o comunicazioni sensibili, l’errore non è un refuso: è un rischio.

È qui che l’eccellenza non è retorica: è un sistema. E un sistema si vede.

Il traduttore moderno non è “contro l’IA”: è competente sull’IA

La posizione più credibile oggi non è ideologica. È professionale.

Un traduttore moderno sa:

  • quando usare l’IA e quando no
  • come validare (non “fidarsi”)
  • come proteggere la coerenza (glossari, style guide, memorie)
  • come costruire un processo che regga consegne reali, senza bruciare qualità e reputazione

Soprattutto: sa spiegare il proprio metodo in modo comprensibile a chi decide. Perché la differenza, nel 2026, è anche commerciale:

chi sa argomentare il valore, lavora. Chi lo dà per scontato, subisce.

Qualità verificabile: cosa significa, concretamente

Parlare di qualità è facile. Dimostrarla è un’altra cosa. “Qualità verificabile” vuol dire che puoi indicare elementi misurabili o osservabili:

  • coerenza terminologica e coerenza interna
  • gestione delle scelte di stile (non oscillazioni casuali)
  • controllo formale (numeri, unità, nomenclature, nomi propri, riferimenti)
  • revisione reale, non solo “rilettura”
  • tracciabilità delle decisioni quando serve (soprattutto in ambito tecnico/regolatorio)

Questo approccio funziona in tecnica, ma anche in audiovisivo ed editoriale: cambia il tipo di vincolo, non cambia l’esigenza di controllo.

Continuare a lavorare: tre scelte che aumentano stabilità (non solo traffico)

Se l’obiettivo è continuità di lavoro, non basta “scrivere post”. Serve una strategia editoriale che ti posizioni come riferimento e ti colleghi in modo naturale ai tuoi servizi.

Scelta 1: definire il perimetro senza chiudersi

Non “solo tecnica”, non “solo creativa”, ma un asse chiaro: traduzione contemporanea con standard alti e metodo. Il lettore deve capire in 10 secondi perché sei diversa.

Scelta 2: scrivere contenuti che risolvono problemi reali

Esempi di temi che portano contatti qualificati:

  • Come impostare un flusso di post-editing che non distrugga qualità e margine
  • Checklist per consegne tecniche (coerenza, numeri, terminologia, QA)
  • Come valutare la qualità di una traduzione (anche per chi non è linguista)
  • Audiovisivo: come si bilanciano ritmo, naturalezza e vincoli
  • Editoriale: voce, registro, coerenza e revisione

Scelta 3: collegare i servizi senza “vendere” in modo aggressivo

Nel post, inserisci 1–2 rimandi utili, contestuali, con un testo neutro. Esempi di frase ponte (da adattare ai tuoi siti commerciali):

Una conclusione concreta

L’IA non elimina la traduzione. Elimina l’illusione che basti “sapere le lingue” per avere lavoro. Oggi vince chi unisce competenza linguistica, consapevolezza del mercato e metodo operativo.

La domanda non è

“sei pro o contro l’IA”
. La domanda è: sai garantire un risultato? Sai difendere qualità, coerenza, voce e responsabilità anche quando il processo è accelerato e il budget è sotto pressione?

Se la risposta è sì, non sei un residuo del passato. Sei il profilo che servirà di più nei prossimi anni: quello che trasforma tecnologia in lavoro vero, e non in precarietà.

martedì 5 maggio 2020

Traduttore Professionale allo Specchio: intervista a Elisabetta Bertinotti


 

Lavoro di traduttore: competenze e ruoli


La figura del traduttore madrelingua esperto è sempre molto richiesta. Si tratta di una professione che può essere svolta sia come dipendente di uno studio o di un'agenzia che come freelance. Con l’avvento di internet inoltre, un traduttore può lavorare per clienti sparsi in tutto mondo. Elisabetta Bertinotti, 52 anni, originaria di Monza, ci racconta la sua esperienza in questo settore.

Dopo il conseguimento del diploma di Liceo Artistico a Monza, Elisabetta si è laureata all’Università Cattolica in Lingue e Letterature Moderne e ha ottenuto un Master in Management Artistico e Culturale sempre presso la sede milanese dell’Ateneo Largo Gemelli.
Elisabetta è titolare di un’azienda fondata nell’aprile 2014. “Avevo già partecipato alla start up di un’altra agenzia di traduzioni (la Lipsie) ma, in Francia, oltre 10 anni prima – ci racconta - dopo anni in questa azienda, mi sono resa conto che creare in Italia qualcosa di nuovo sarebbe stata un’avventura ancora più coinvolgente per me visto che l’Italia è il mio paese e che conosco bene lo spirito imprenditoriale – prosegue -  prima ancora ho lavorato per 6 anni in due agenzie di comunicazione e organizzazione di eventi aziendali, nel ruolo di Senior Assistant del CEO, e coordinatrice di tutti gli aspetti organizzativi e logistici dei seminari e convention: locations; brochures multilingue, organizzazione regia audio e video multilingue, produzione dei supporti multimediali multilingue”. È a quell’epoca che Elisabetta si affaccia per la prima volta al mondo degli audiovisivi e delle traduzioni Professionali. Oggi Elisabetta è account e responsabile del marketing e comunicazione della sua agenzia di traduzioni professionali.

Lavoro di squadra


Attualmente, lavora sia in squadra che da sola. Dipende dalle mansioni che svolge. “Essendo la mia una società di servizi digitali, si è portati a lavorare anche contemporaneamente su più fronti. Non si potrebbe fare altrimenti. Quando stendo i miei preventivi ho bisogno anche dell’intervento diretto di linguisti, grafici, operatori video, copywriter, esperti in strategie sui social, esperti in marketing digitale, insomma di tutti i professionisti che rientrano nel possibile staff di un progetto di traduzione complesso - racconta - quando scrivo i contenuti per arricchire le pagine dei miei siti e blog, allora posso lavorare in autonomia, eccetto quando demando il lavoro di stesura dei testi ad un altro professionista  - aggiunge infine - mi piace però dare sempre un’ultima rilettura di quanto ha scritto: sono pignola ma credo non sia un difetto in questo lavoro”.
Quando scrive gli articoli per il suo blog Elisabetta si chiude nel silenzio assoluto di una stanza e crea i suoi contenuti.
“Mi piace raccontare che cosa facciamo e come lo facciamo. La comunicazione scritta è un mezzo unico e Internet rappresenta da 20 anni un’opportunità unica” dice.

La motivazione che l’ha spinta a scegliere questo lavoro è stata l’amore per le parole e per la comunicazione, ancor di più che l’interesse per le lingue. “A dire la verità, all’epoca mi trovai per caso a fare i corsi universitari che svolsi”. Alla base, Elisabetta ha sempre adorato scrivere, leggere, comporre, creare con le parole e con le immagini.

Differenza tra traduzione generale e localizzazione dei contenuti


Le chiediamo in che cosa si distinguono i servizi di traduzione generali da quelli di localizzazione dei contenuti. Ci spiega che la gamma dei servizi di traduzione è di fatto molto ampia. Si parte dalla traduzione unicamente corretta e fedele a quella più creativa, umanistica e evocativa, portatrice di concetti culturali ed artistici elevati. La localizzazione deve essere specialmente fatta quando i mondi che si incrociano tramite le traduzioni non condividono i medesimi riferimenti. Bisogna conoscere bene i tessuti sociali e la cultura locale prima di trasferirli in un altro paese ed ottenere lo stesso risultato.
“Localizzare bene implica il risiedere nel paese in cui è presente un certo fenomeno, per poterlo capire e traslare intatto nella propria lingua madre.”

Per quanto riguarda le difficoltà insite nell'ottenere traduzioni fedeli al testo in lingua originale, Elisabetta ci dice che chi commissiona le traduzioni attualmente non desidera traduzioni letterali e spesso quando un testo è fedele al 100% può rasentare la “famigerata letterarietà”. Quindi l’abile traduttore deve fare attenzione a non rimanere troppo vicino al testo di origine ma, nello stesso tempo, di rispettarne i significati. “E questo non è un compito affatto agevole”.

La lingua più difficile da tradurre non esiste


Alla domanda qual è la lingua più difficile da tradurre, Elisabetta ci risponde che non esiste una lingua più dura delle altre, ma piuttosto vi sono dei clienti più difficili da soddisfare. “Questo fa parte del lavoro e noi di Agenzia Traduzione-IN non ci accontentiamo mai. Puntiamo a soddisfare al 100% ogni aspettativa, anche la più alta”. All'interno della sua azienda, vengono utilizzati i Cat Tool migliori sul mercato. Le funzionalità che mettono a disposizione attualmente possono veramente aiutare il traduttore a guadagnare con certi tipi di testi (manuali, schede SDI, ecc.) del tempo prezioso.

lunedì 25 settembre 2017

Traduzioni criticate ingiustamente: cosa fare per non offendere il cliente rilettore

Quante volte è vi accaduto di ricevere delle critiche su una traduzione? - Sinceramente a me accade circa 3/4 volte all'anno su un volume di circa 1.000.000 di parole tradotte e erogate in oltre 40 combinazioni linguistiche. Non è una percentuale allarmante ma infastidisce sempre ricevere feed back negativi quando lo scopo della propria azienda è quello di soddisfare sempre la clientela per renderla fruttuosa e fedele negli anni.

Qualche giorno fa ho ricevuto una richiesta abbinata da un reclamo diretto a un servizio effettuato qualche settimana orsono.

"La prego di non far tradurre questo nuovo documento tecnico dalla stessa persona che ha tradotto la mia ultima pratica; anche se l’argomento è il medesimo, per la prima volta, non sono rimasto soddisfatto. C'erano errori di grammatica, oltre ad uno "stile poor" - non di madrelingua..."

Il traduttore tecnico inglese della mia équipe, uno di quelli dalla maggiore anzianità è stato incaricato di revisionare il lavoro fornito, un traduttore alternativo rispetto a quello che aveva eseguito tutto il progetto di livello 1 (traduzione e revisione comparata).

Il suo feed back è stato il seguente: 'Ho eseguito il controllo trovando che, essenzialmente la traduzione finale è stata mantenuta tale. Il cliente ha modificato alcuni termini tecnici, introducendo, a scapito della qualità globale, numerosi cambiamenti, sbagliati grammaticamente.

Alcuni esempi concreti per entrare nel vivo del discorso:

1.    p.4  Il nostro "for the inspection on", che è corretto è stato sostituito da  "for the survey paid on". Lasciando stare che survey ed inspection sono praticamente la stessa cosa, il "paid" è un errore (significa "pagato") e non è certo un termine che sarebbe usato in questo contesto da un madre lingua... (critica sbagliata)

2.    "revamping" invece di "adaptations" - son d'accordo sia meglio il loro per un testo tecnico (critica corretta)
3.    P. 5 Il loro "Construction of the necessary interconnetting" che sostituisce il nostro (e corretto) "realisation of interconnections". Non soltanto "interconnetting" messo così non è completo da un punto di vista grammaticale, anche lo spelling non è corretto, dovrebbe essere "interconnecting"
(critica sbagliata)

4.    P.7 Il loro "concerns" invece di il nostro "regards" - sono la stessa cosa (critica sbagliata)

5.    P.7 Il loro "feed water" meglio del nostro "charging water" anche se può essere usato anche il nostro (critica soggettiva)

6.    P.7 Il loro "required performances" che sostituisce il nostro "requried performance levels" - molto meglio la nostra scelta, anche perché performance non si dovrebbe mettere al plurale in inglese classico (critica sbagliata)

7.    P.9 Il loro "It is 90% smaller than a traditional ones" che è sbagliato, invece del nostro "It is 90% smaller than traditional sedimenters", che è corretto. "A traditional ones" il singloare mischiato al plurale, dovrebbe essere "traditional ones" e basta, errore grammaticale di base. (critica sbagliata)

Il bilancio finale => Il cliente non ha sempre ragione... Ma come fare a spiegarglielo senza urtare la sua sensibilità e perderlo per sempre? Ci sta ordinando ancora, non è un cliente svanito nel nulla. Lo perdiamo se gli diciamo tutta la verità? Se gli dimostriamo che il suo intervento ha abbassato il livello della traduzione si sentirà ridicolo e preferirà non ordinarci più nulla cercando un nuovo fornitore (sul mercato ce ne sono tanti, non lo neghiamo)? Certo è un dilemma che vorrei risolvere senza mancare di professionalità oppure perdere un'opportunità di business per sempre. Sto ancora riflettendo sul caso specifico. Forse la notte porterà consiglio....

lunedì 9 febbraio 2015

Corso in “Interpretariato e Traduzione Forense”

La figura professionale del traduttore giuridico  in Italia  ha acquisito negli ultimi dieci anni notevole diffusione ed interesse. Per esserlo a pieno titolo è richiesta una conoscenza approfondita della terminologia giuridica, della criminologia forense e delle tecniche di comunicazione ad esso connesse.
Tale figura professionale è indispensabile alla luce della legislazione processuale che, introducendo il principio del giusto processo, sottolinea il ruolo del traduttore quale agevolatore in un processo il cui procedimento esercita la funzione giurisdizionale tra le parti coinvolte.
Il traduttore forense possiede le competenze necessarie volte all’esercizio delle professioni di traduttore presso tribunali, studi legali e notarili, dipartimenti legali aziendali e enti pubblici, enti governativi, editoria specializzata nell’ambito giuridico. Il suo know-how spazia dall’integrazione di nozioni di natura giuridica, criminologica, sociologica, antropologica, comunicazionale psichiatrica e medico-legale.
Di seguito alcuni caratteristiche del savoir-faire del traduttore forense.
1. Linguaggio e terminologia forense
2. Terminologia penalistica
3. Terminologia civilistica
4. Terminologia merceologiche e mass media
5. La traduzione scritta e la traduzione giurata
6. Traduzione assistita tool open source
SSIT Scuola Superiori per Interpreti e Traduttori - ROMA 
Durata e calendario
Il corso sarà svolto dal 14 marzo 2015 al 4 luglio 2015.
Le lezioni sono previste nelle seguenti 10 giornate:
14, 21 e 28 marzo; 11 e 18 aprile; 9 e 23 maggio; 6 e 20 giugno; 4 luglio
 

martedì 20 maggio 2014

Come presentare la propria candidatura di traduttore professionale - L'email introduttiva 2 - traduzioni audiovisivi


Personalizza la tua richiesta 
e valorizza il selezionatore
Questa email ricevuta alcuni giorni fa ha destato in me il massimo interesse in quanto il candidato traduttore è andato  a sollecitare la mia sensibilità professionale, presentandosi con parole sicure e circostanziate. In poche righe ha saputo valorizzare se stesso e quanto ho pubblicato sulla pagina Web dedicata alla traduzione audiovisivi.- valutazione quindi 9/10. Mi ha convinto a rispondergli – almeno giudicandolo dalla sua ottima email introduttiva. 
Gentilissima Dott.ssa Bertinotti,
Mi chiamo XXXX (Sceneggiattrice di Fumetti Disney/ Traduttrice/ Insegnante di Inglese) (in 7/8 parole ha fatto una sintesi completa della sua proposta e competenza professionale) e ho da pochi minuti finito di visitare il sito di Traduzione-in (ho l’impressione che sia veramente entusiasta di raggiungere il nostro team visto che si è precepitata a scrivermi).
 Le confesso che leggendo la pagina dedicata alla “Traduzione  Adattamento Testi Audiovisivi”, mi sono ritrovata interamente nella figura descritta, grazie alla mia capacità di fondere concisione-osservazione-creatività, con le mie conoscenze linguistiche (ottima frase – ha capito perfettamente quello che viene richiesto ad un traduttore audiovisivo).
Parte del mio lavoro consiste proprio nel creare sceneggiature, incanalando creatività all'interno di una struttura, in cui è essenziale rispettare tempi, ritmo narrativo e immagini (fornirebbe competenze specifiche che non vengono neanche richieste ad un traduttore => creatore di sceneggiature – idea di preparazione professionale ad altissimo valore aggiunto).
Mi permetto di inviarle il mio CV e le sarei grata se potesse considerare il mio profilo per eventuali collaborazioni future.

lunedì 19 maggio 2014

Come presentare la propria candidatura di traduttore professionale - L'email introduttiva

Sapersi distinguere!
Nell'era di Internet, le agenzia di traduzione ricevono almeno il 75 % delle richieste di collaborazione tramite e-mail. Visto che numerossimi sono i candidati/aspiranti, è necessario sapersi presentare bene. In una candidatura in formato elettronico è necessario distinguersi ed interessare il recruiter già e soprattutto dall'email introduttivo.
Nella moltitudine delle richieste di professionisti linguisti reali o presunti (in alcuni dei miei precedenti interventi ho già trattato il tema dei CV fantasma, ormai e purtroppo diffusissimi), per avere qualche chances di essere selezionati per raggiungere il team di un'agenzia di traduzioni bisogna giocare con astuzia 'le proprie carte', esprimendo la volonta' e la competenza richiesta per ottenere il primo incarico.
 
Di seguito un esempio di lettera in italiano di un candidato - il mio giudizio globale è 6 e mezzo /10.
 
Insomma benino ma con un ampio margine di miglioramento - ecco il primo esempio:
 
Gentile XXXXX, (errore : per un'azienda si dice Spettabile - Gentile per una signora - Egregio per un signore)
mi (errore Mi - M maiscola) chiamo XXXXXXX e vi scrivo per candidarmi ad una collaborazione con voi (frase un po’ contorta – molto meglio ‘vi scrivo per candidarmi presso la vostra agenzia in qualità di …)  nell'ambito della traduzione economica-finaziaria da inglese e portoghese (errore : specificare anche lingua sorgente quindi nativa).
Ecco una breve descrizione del mio profilo formativo e lavorativo (ottima frase che introduce sintaticamente il proprio back ground professionale):
- Esperienza lavorativa come insegnante di Inglese (errore : inglese minuscolo per omogeneità e correttezza con la lingua italiana) per ragazzi e adulti presso XXX e XXX a Roma (è bene specificare subito i luoghi dove si è lavorato per fornire spessore e credibilità al proprio profilo di traduttore professionale); revisione, redazione articoli e traduzione da inglese e portoghese (errore :specificare anche lingua sorgente quindi nativa); altre esperienza nella localizzazione linguistica di progetti europei, comunicazioni e raccolta fondi per enti non governativi e organizzazioni internazionali;
- Laurea e master in relazioni internazionali, economia dello sviluppo (errore : andrebbe meglio specificare in quale Università si ha ricevuto la formazione).
 
In allegato il mio curriculum con il dettaglio delle esperienze.
In attesa di un positivo riscontro, porgo i miei più distinti saluti,

 

 

martedì 11 febbraio 2014

Sei modi per mantenere alta la produttività di un traduttore

Scritto da Dana Shannak 

Il traduttore di successo lavora sempre duro, ma a volte, per un motivo o per un altro, puo' percepire un calo della propria produttività. Ecco alcuni consigli per aiutarci ad essere sempre rapidi e performanti:

Dormire a sufficienza. I traduttori hanno bisogno di riposo per produrre meglio. Ascoltando il proprio corpo ci si assicura che quotidianamente si stia beneficiando della giusta quantità di sonno. L'esercizio fisico aiuta il corpo a dormire quindi è bene dedicare una certa quantità di tempo ogni giorno anche a fare il proprio allenamento preferito: un modo per garantire che il cervello sia pronto per il resto delle attività intellettuali. Pianificare in fine giornata quello che si fara’ il giorno successivo aiuta molto a gestire gli imprevisti, non solo lavorativi.

To-Do List. Stabilire gli obiettivi è una valenza importante per fare delle traduzioni, il proprio mestiere. Questi target possono essere quanto denaro si deve guadagnare al giorno - alla settimana - al mese o quante parole si desidera tradurre all’ora o al giorno. Una volta che si conoscono i propri obiettivi, si crea la propria ‘To-Do List’, frazionandola in sezioni più facilmente gestibili. Prima di affrontare un lavoro, il traduttore serio e preparato deve svolgere sempre le ricerche necessarie per arricchirsi e personalizzare il proprio servizio – La mia lista è composta da sezioni determinate dagli  stati : "ricercare" e "tradurre" a seconda degli argomenti trattati. 

Priorità. Le scadenze regolano la vita dei traduttori freelance. Le consegne per ogni cliente si posizionano nel calendario mensile come delle tessere nel puzzle ideale che costituisce il nostro tempo lavorativo; quindi è importante lavorare su ogni frammento di tale puzzle in base alla data di scadenza, piuttosto che iniziare la giornata lavorativa con le attività che si predilige. Io mi diletto tradurre i testi scientifici, ma in priorità devo consegnare dei comunicati stampa, quindi devo disciplinare il mio lavoro  non secondo i miei gusti ma secondo le scadenze e questo non è sempre facile.

Sprint 'SI' - ma di brevi distanze. Imporsi delle pause durante il giorno, quando ci si inizia a stancare. La mente umana non può assorbire troppe informazioni in poco tempo e il corpo ha bisogno di ‘carburante’ per andare avanti. Quindici minuti di pausa per una boccata d'aria fresca, una bevanda e uno spuntino, o per allontanarsi dalla propria postazione di lavoro possono essere un toccasana per mantenere alta la propria produttività.

Imparare a dire :" No". Il discernimento sui lavori viene con l'esperienza. Se un'offerta di lavoro non è adeguata perché non sufficientemente remunerata o perché a leadtime esageratamente corto bisogna saper dire NO al cliente anche se è affezionato ai vostri servizi : bisogna saper negoziare semprele giuste condizioni.


Piccole ricompense. Quando si  lavora duro è bene motivarsi con delle piccole ricompense. Cose semplici come controllare cosa fanno gli amici sui social media oppure dare uno sguardo alle e-mail personali. In alternativa, si possono preferire 'premi' come giocare con il proprio animale domestico o fare un salto in centro città. Una volta ultimata una traduzione particolarmente impegnativa, è preferibile guardare un film o trascorrere due orette in tranquillità. In altre parole, scegliere la giusta ricompensa che ci motivi a proseguire nella nostra attività di traduttore iperproduttivo e di successo!

venerdì 14 dicembre 2012

Studio sul mestiere di localizzatore / traduttore realizzato dal CETIM - Università Toulouse-II - Intervista a Elisabetta Bertinotti

Due brillanti ed intraprendenti studentesse all’ultimo anno del Master presso il Centro di Traduzione dell’Università Toulouse-II hanno ricevuto l’incarico dello stesso prestigioso Istituto di realizzare uno studio approfondito sulla professione di localizzatore / traduttore / mediatore linguistico in Francia.
Hanno deciso di indirizzarsi a LIPSIE Traduction-IN quale esempio di azienda leader sul mercato translapino e internazionale per raccogliere avvisi e informazioni sulle seguenti tre questioni chiave:
 
1-Quali competenze/caratteristiche richiedete quando scegliete un nuovo traduttore ?
 
I requisiti base richiesti ai nostri collaboratori variano secondo i diversi settori di specializzazione.
 
Per i traduttori che offrono i loro servizi  nei settori Legale, Audiovisivo, Letteratura/Edizione vengono obbligatoriamente richiesti :
1)    Una Laurea in Lingue associata ad una specializzazione in mediazione linguistica – Master specifici nei settori suddetti – Durata di studi superiori almeno 5 anni – abbinati ad un semestre all’estero presso una università partner per ogni lingua di specializzazione.
2)    Almeno cinque anni di esperienza come traduttore (un portfolio circostanziato di almeno 300.000 parole tradotte) professionale presso agenzie e per clientela diretta.
 
Per i traduttori che offrono le loro competenze  nei settori tecnici / industriali – informatici – scientifici  vengono obbligatoriamente richiesti :
1)     Ottimo grado di padronanza scritta e orale di una o più lingue straniere
2)     Almeno cinque anni di carriera ad alto livello presso un’azienda/istituto/ente del settore di specializzazione
 
2-Quale è la forchetta salariale ed anche la media degli stipendi per un posto di traduttore nella vostra struttura ?
 
La nostra equipe è costituita per il 99% di traduttori freelance. I nostri traduttori sono interpellati volta per volta secondo i progetti che intendiamo svolgere con loro – remunerati rispetto il numero di parole tradotte partendo dal testo di origine (variabili sono il livello di tecnicità - .le combinazioni linguistiche) ma non i lead time di consegna – non fatturiamo ai clienti e di conseguenza non paghiamo un surplus ai traduttori quando il progetto è più urgente.
 
3-Avete assunto traduttori nel corso del 2012 o intendete farlo nel 2013?
 
Non abbiamo assunto nuovi traduttori presso la nostra azienda – dal oltre 10 anni la nostra agenzia si basa quasi totalmente su collaboratori esterni.

mercoledì 28 novembre 2012

Analisi dell’Interprete - Traduttore – Alcuni lati positivi di questo mestiere - 1

Sono effettivamente due professioni spesso predilette dai giovani amanti delle lingue e delle letterature. L'interprete traduce oralmente, mentre il traduttore lo fa scrivendo.
Il loro obiettivo condiviso? Facilitare la comunicazione e le relazioni tra persone di lingue differenti. I traduttori /interpreti tecnici sono remunerati a pagina o a giornata e si devono documentare e specializzare rispetto a tutti i settori (medicina, diritto, finanza, ecc.) per raggiungere un buon livello qualitativo.

Per quanto riguarda la traduzione letteraria, l'iter formativo è più complesso e passa per una vena creativa innata.Per gli appassionati della letteratura essere traduttore letterario è un'opportunità unica – per un giovane scrittore poterb tradurre delle grandi opere rappresenta una scuola straordinaria e consente di adattarvi cosi' il proprio stile. Gli sbocchi pratici non sono pero' numerosi; è tuttavia questa particolare branca a detenere lo scettro dell’eccelenza in questo mestiere.
Più ampie possibilità di impiego sono disponibili nei settori tecnici; tradurre un testo giuridico (lavorando presso la UE o in una grande azienda), informatico, finanziario, medico : sono questi settori dove la domanda è più estesa e diversificata. Esiste anche il settore del commercio internazionale dove le negoziazioni sono realizzate in lingua straniera ma con un vocabolario altamente specializzato.

Per sondare meglio l’universo di questo mestiere, ho raccolto nell’ultimo mese presso un gruppo di oltre 200 traduttori/interpreti alcuni pareri molto interessanti che consentono alla filiera della traduzione di presentare le proprie caratteristiche e molteplici applicazioni. Mentre la stampa fa conoscere i sedicenti "passi avanti" della traduzione automatica, è giusto e sacrosanto parlare del valore dei traduttori professionali, di donne e uomini che amano veramente il loro mestiere, a mio parere insostituibile.

In questo primo intervento analizzo i tre aspetti positivi principali nell’esercitare il mestiere della traduzione. In articoli successivi trattero’ altre realtà specifiche rilevate nel corso di questa mini indagine.

Cosa amo di più del mio mestiere
Il 70% dei miei colleghi ha dichiarato che ama entrare nelle profondità di in un testo per scoprirne i segreti più reconditi. Transporne i messaggi nella propria lingua ha un lato quasi magico. Ci si mette a servizio del testo medesimo. Per i traduttori editoriali è molto apprezzato il fatto di poter lavorare su autori dei quali si apprezzavano già le opere e il loro valore. Traducendo si prende infatti coscienza di numerossisime sfumature che il lettore non percepirà naturalmente leggendo d’emblée un’opera. Il buon traduttore sa creare un legame molto particolare con il libro e l’autore che traduce.

Il 95% ama la libertà nell'organizzare la propria giornata. Il fatto di poter lavorare a casa seguendo i propri ritmi senza avere nessuno « dietro la schiena ». Dal momento in cui si rende al cliente la traduzione rispettando i tempi e la qualità richiesti, non si deve rendere conto a nessuno delle ore impiegate o di altri dettagli. Ad esempio, e’ possibile fare altro per tutta la mattinata e poi "mettere la quinta" nel pomeriggio ed approfittare di un colpo di insonnia per portarsi avanti in un progetto : insomma essere padrone completo del proprio tempo.

L’80% apprezza il rinnovamento continuo degli argomenti trattati: non si fa mai la stessa cosa, si impara sempre ed è raro che ci annoi veramente. Tradurre puo’ essere dunque istruttivo e appassionante.


 

sabato 10 novembre 2012

‘La Fabbrica europea dei traduttori’ - I giovani traduttori letterari devono conoscerla

Uno spazio denso di contributi e scambi per ricreare e conservare il futuro della traduzione letteraria in Europa.
 
Il plurilinguismo è un segno distintivo della cultura del nostro continente. Per mantenere la diversità linguistica in Europa deve essere organizzata una corretta e equilibrata coesistenza tra tutte le lingue.  Viviamo, infatti, in un ricchissimo mosaico culturale e linguistico saldato da una tradizione secolare di intensi e proficui scambi. La letteratura è vista come un contenitore dove tutte le culture conservono ed incrementano il loro capitale,  scambiandosi valori ed interagendo attraverso la conoscenza reciproca dei propri testi scritti.
 
La traduzione letteraria si situa al centro del dialogo tra culture ed i traduttori letterari vedono nella loro formazione la sfida principale per mantenere alto il livello di questa enorme ricchezza. Le condizioni del mestiere di traduttore letterario sono veramente tra le più disparate in Europa e oltre i suoi confini più prossimi; tale aspetto viene dimostrato e analizzato dal CEATL (Consiglio Europeo delle Associazioni dei Traduttori Letterari) grazie ai numerosi e recenti studi.
 
L’analisi è scientifica e sembra dimenticare l’Italia quale paese di riferimento : più o meno soddisfacente in Olanda e Svizzera, difficile in Francia, in Svezia e in Germania, assai precaria in Grecia, inesistente in Turchia e nel mondo arabo.  Si osserva un invecchiamento del vivaio dei traduttori e in certi casi la perdita di know-how. Di fronte alle difficoltà economiche e alla solitudine dell’esercizio di questa professione, numerosi giovani che cercano di intraprendere il mestiere di traduttore letterario dopo alcuni tentativi, vi rinunciano per sempre.
 
La traduzione è insegnata presso i corsi universitari ma curiosamente sono solo i linguisti ad impartirne delle nozioni  e mai i traduttori affermati. Gli apprendisti traduttori hanno sicuramente bisogno di una formazione professionale che non gli viene quasi mai fornità dagli atenei : i neo laureati non sono pronti per esercitare a pieno il mestiere, necessitano di una reale apprendistato completo e professionalizzante. E se i traduttori dall’inglese verso altre lingue europee sono piuttosto numerosi e competenti, quelli che trattano lingue europee di minore entità hanno enormi difficoltà a trovare e conservare all’estero le competenze necessarie per la diffusione del loro patrimonio letterario e culturale.
 
L’Europa, mirabile crocevia culturale, si trova attualmente di fronte alla sfida di mantenere la sua secolare diversità linguistica e di pensiero. La traduzione letteraria si situa nel cuore del dialogo tra le culture: per capire un’altra cultura è necessario leggerne i libri e alla base, forgiare dei traduttori letterari competenti.
 
Il programma della FET ha come obiettivo di consentire ai giovani traduttori di lavorare accanto a dei 'tutor' (traduttori affermati di grande esperienza e successo) e di meglio conoscere il paesaggio della traduzione e dell’editoria negli altri paesi europei.
 
Ciascun workshop dura 9 settimane. I canditati propongono un progetto personale di traduzione da pubblicare. Secondo la pertinenza di tale progetto e la qualità della traduzione si procede nella scelta di sei candidati per ciascun stage.
 
La "Fabbrica europea dei traduttori" si inspira dall’esperienza realizzata dal 2010 dal CITL ed ha ottenuto il sostegno del programma educativo e formativo dell’UE.

martedì 30 ottobre 2012

I giovani traduttori come vedono il loro futuro - parte 3 - Conclusioni e speranze

Victoria, una giovane traduttrice inglese di Oxford, dopo aver ottenuto con estremo entusiasmo un Erasmus all’Università La Mirail di Tolosa e un altro stage in Spagna (Università Cattolica di Murcia) prosegue ora a 23 anni i propri studi linguistici in tre lingue : spagnolo, italiano e francese .
Sin da ragazzina, grazie alla passione per le lingue, ha intravisto un’ottima opportunità per trovare uno sbocco professionale serio. E’ chiaro anche per lei pero’ che per chi bussa attualmente alle porte di questa filiera è operazione ardua trovarvi una solida dimensione, in tempi brevi. Victoria condivide il pensiero ormai diffuso che la crisi in atto stia saturando il mercato della traduzione e che tale problematica obblighi i giovani candidati ad acquisire costantemente nuove e laboriose qualifiche.

Tuttavia, Victoria non è completamente allarmata sulla possibilità di crearsi una professione stabile, persino in Inghilterra dove puo’ apparire quasi inutile conoscere le lingue straniere vista l’egemonia di quella nazionale.
 
In conclusione, se la traduzione professionale è vista ancora un mestiere dell’avvenire è perché tenace deve essere la disciplina che spinge tutti questi giovani a proseguire con energia, convinzione e pazienza il sogno di apportare un contributo significativo alle opere letterarie e tecniche della nostra era.
 

giovedì 25 ottobre 2012

I giovani traduttori come vedono il loro futuro - parte 2 - La traduzione letteraria

 
Sia in Francia come in Italia trovare un impiego a tempo pieno in questo settore implica da parte del canditato enorme competenze ed impegno. Vi sono tuttavia, altri paesi in cui il contesto economico è ancora più sfavorevole. In Spagna, Miguel Ros González è riuscito a superare ogni ostacolo con estrema acutezza e professionalità.  Abitante nel Sud della Spagna, Miguel si è specializzato nella traduzione letteraria. Ha ottenuto un diploma in traduzione ed interpretariato in lingua italiana / inglese e attualmente lavora come traduttore freelance  presso diverse case editrici europee. Gli vengono proposti delle opere di traduzioni da consegnare entro una certa data secondo difficoltà  e volume. A differenza di tanti giovani traduttori Miguel dimostra un grande  ottimismo e vede prospettarsi numerose aperture professionali. "Veramente positivo è il fatto che questa professione offre un’indubbia libertà rispetto ad altre - E’ infatti possibile organizzare la propria giornata senza vincoli logistici e cronologici ", afferma, aggiungendo pero’ che  è un mestiere spesso molto solitario in cui l’indipendente non matura nessun diritto al « chômage », l’acquisizione di un’indennità di disoccupazione ossia un generoso regime di protezione sociale nei periodi  in cui non si lavora.

Nella pratica, i sistemi francese e spagnolo richiedono che uno studente termini il suo cursus di studi entro 23 anni, trovandosi poi di fronte ad una doppia realtà : lavorare per aziende con uno stipendio fisso – situazione difficile da attuare nel contesto economico attuale oppure lavorare come freelance, la cui principale difficoltà risiede nel trovare dei clienti autonomamente. In Spagna la traduzione letteraria non è conosciuta e molte case editrici non rispettano la Legge della Proprietà Intellettuale.
 
Vantando i diversi mezzi di autopromozione (reti sociali, pagine web personali...), Miguel propone  tre possibilità per promuovere la propria figura professionale nel mondo della traduzione letteraria.

Tre consigli pratici per i giovani traduttori :
 
1)            Il primo consiste nel ricercare autonomamente un libro di qualità non ancora tradotto nel proprio paese – tradurlo e successivamente proporlo  ad una casa editrice ad un costo attraente. Una maniera molto efficace per distinguersi dagli altri aspiranti collaboratori ma che necessità molta abilità e pazienza.
 
2)            La seconda possibilità è che una casa editrice vi contatti  spontaneamente  - ipotesi questa di rara incidenza. La società richiederà di effettuare ovviamente un test molto impegnativo (dieci pagine all’incirca) – Se si supera il test con successo la casa editrice vi offrirà un lavoro, magari ben remunerato.

3)            La terza possibilità consiste nello scrivere ad una casa editrice dicendo che stimate molto la loro azienda e desiderate collaborare con loro. La cosa più importante per entrare in questo mondo elitario della traduzione letteraria  è di armarsi sempre di grande pazienza.
 
 

martedì 16 ottobre 2012

I giovani traduttori come vedono il loro futuro - parte 1

Nell’indifferenza generale anche quest’anno si è celebrata la giornata mondiale della disciplina della traduzione. Rendiamo omaggio dunque a questo antichissimo mestiere grazie ad alcune testimonianze di giovani traduttori che desiderano esercitare questa nobile professione nonostante si rimanga spesso nell’ombra del proprio studio, lontano dagli onori e dagli allori di una brillante carriera, in altri più celebrati settori.
 
La traduzione – una professione dalle origini antiche
Lo scrittore e pubblicista francese del XVIII secolo E. Fréron dichiaro’ che i traduttori sono come dei ritrattisti: "possono riuscire ad abbellire la persona ritratta ma il loro operato deve sempre assomigliare all’originale".
Ripercorrendo un po’ gli albori di questa professione troviamo tra i primi San Gerolamo, che nel IV sec d.C. comincio’ la traduzione della Bibbia in lingua latina, la Vulgata (traduzione eseguita dal greco e dall'ebraico al latino). A partire dell’anno 382, in un monastero di Betlemme, Gerolamo inizio’ la versione latina del nuovo Testamento. Poi otto anni più tardi, il monaco prosegui' con la traduzione dei testi sacri del Vecchio Testamento, opera che vide il suo termine nel 405. Il giorno della sua morte, il 30 settembre (l'anno 420 d. C.), è stato prescelto quale giornata del traduttore e celebrando il patrono di tutti i traduttori.

 
La traduzione, un mondo segreto e privato
Secondo Bettina Vannavong « la traduzione, anche in un contesto di crisi, è un mondo segreto e privato. Puo’ essere vista come un Club, in un certo senso "esclusivo" dove solo qualche privilegiato vi puo’ veramente accedere », presentando i traduttori pero’ come delle « persone che vivono nell’ombra di una professione affascinante ed antica ».

I traduttori: una corporazione efficiente e unita
Nelia Fahloun ritiene che « Creare una rete puo’ diventare una forza indispensabile per diventare traduttore a tempo pieno. Oggi essere traduttore freelance richiede un certo spirito imprenditoriale : è fondamentale sapere gestire i periodi in cui la mole di lavoro è importante rispetto ai tempi in cui i progetti sono meno frequenti; inoltre, è fondamentale credere nelle proprie competenze, avendo tuttavia la sincerità di riconoscere i propri errori".
Secondo Nelia "Trovare uno stage di una certa durata (3-6 mesi) e soprattutto presso un’azienda o un'agenzia di traduzioni è un'opportunità veramente preziosa. Non bisogna sottovalutare nemmeno le competenze commerciali che consentono di trovare e conservare dei clienti a lungo termine. Inoltre, ultimo, ma assolutamente non marginale, è necessario considerare gli altri traduttori non come dei concorrenti, ma piuttosto come dei colleghi/collaboratori leali e utili per esercitare efficacemente il proprio mestiere.
 

mercoledì 5 settembre 2012

Nuovo spazio ai traduttori

5 settembre 2012 - "E' nato oggi un nuovo blog che propone ai traduttori professionali di descrivere, decifrare e far conoscere loro stessi ed il  proprio spazio di lavoro. Tradurre significa anche vivere con intensità il piccolo mondo circostante che deve accogliere, proteggere e aiutare l'operato del mediatore linguistico.
Consultatelo e se lo desiderate arrichitelo di nuove testimonianze: http://lospaziodeltraduttore.wordpress.com

martedì 29 maggio 2012

Il traduttore 2012 – Una professione antica al centro della mondializzazione


Il traduttore è una figura antica quasi come la scrittura stessa perché la traduzione è stata uno strumento di mediazione linguistica/culturale sin dalle origini della civiltà umana.  

Da oltre tre lustri la tecnologia digitale ha mutato radicalmente il modo di operare del traduttore che nel III° millennio è finalmente libero da ogni vincolo spazio/temporale. Lavora da casa o ovunque vi sia un collegamento Internet grazie al suo laptop, iPad o altro strumento; deve sfoggiare delle  competenze pluridisciplinari e utilizza tutti i tools connessi alla traduzione per soddisfare tutte le esigenze.

Nel 2012, i traduttori si avvalgono di spazi soprattutto virtuali per incontrarsi, scambiarsi delle informazioni e supportarsi a vicenda quando si incontrano difficoltà nell’interpretare termini e pensieri. Biblit in Italia e Proz su scala mondiale, sono due esempi concreti di come il Web possa creare delle aree multi-culturali di incontro utili per chi desidera appartenere ad una vera comunità di traduttori.

Le organizzazioni governative si stanno muovendo in merito alla nostra professione creando iniziative interessanti come il “Tirocinio retribuito per traduttori - Luglio 2012” – che si terrà in Lussemburgo presso il Segretariato generale del Parlamento europeo. La durata dei tirocini retribuiti per traduttori è pari a tre mesi e consente di valorizzare concretamente il proprio profilo professionale.

La Direzione Generale della Traduzione sottolinea che nel Programma di apprendimento permanente (LLP) 2007-2013 sono dedicati dei fondi specifici per la disciplina della traduzione, nel più ampio piano relativo all’istruzione (un pacchetto di 6,970 milioni di euro).

Rimanendo nella sfera continentale, il concorso «Juvenes Translatores», organizzato dalla commissione europea, si appresta a celebrare la sua quinta edizione, con gli obiettivi di promuovere l'apprendimento delle lingue e il mestiere di traduttore  presso i giovani.

Altre due importanti iniziative europee a favore del multilinguismo hanno debuttato nel nuovo millennio:

-       la Giornata europea delle lingue, sull’onda del successo dell’Anno europeo delle lingue, organizzato nel 2001 da Consiglio d’Europa e Commissione europea, è stato deciso di celebrare, il 26 settembre di ogni anno, il ricco patrimonio linguistico del nostro continente;

-       il “Quadro comune europeo di riferimento per le lingue: apprendimento, insegnamento, valutazione”: questo protocollo del Consiglio d’Europa (2000) è stato raccomandato anche dal Consiglio dell’UE (2001); rappresenta uno strumento per stabilire gli obiettivi da raggiungere ai vari livelli di apprendimento e di mediazione linguistica.

Concludendo questo breve profilo sul traduttore moderno c'è da augurarsi che nel tempo riesca ad valorizzare pienamente la propria professione nell’attuale orizzonte della globalizzazione poiché, almeno a livello teorico, la crescita progressiva delle relazioni e degli scambi a livello mondiale in diversi ambiti ha come effetto una decisa convergenza e dialogo economico e culturale tra tutti i Paesi del mondo.

sabato 18 febbraio 2012

Scrivere sapendo di essere tradotti

Stendere un testo proiettandosi già verso il risultato multiliguistico finale - La ricerca dell'equilibrio dei ruoli fonda le sue basi dalla prima pietra del messaggio....

Trovare l'equilibrio dalla prima pietra
Questa “retrospezione” puo’ sembrare veramente originale rispetto a tutte le altre analisi che vedono nella complessità di un testo il    sinonimo di valore e qualità.

Ora andiamo un po’ contro corrente e mettiamoci nei panni del traduttore!!!! Seguendo poche regole di base si agevolerà finalmente il suo operato.


♦ Consiglio #1:
Evitare aggettivi dal significato generico


Aggettivi del tipo 'rapido,' 'ampio,' 'forte,' etc. possono assumere diversi significati a seconda dei contesti.

In qualsiasi lingua è meglio ‘scendere’ nello specifico senza alimentare ambiguità e controsensi.

♦ Consiglio #2:
Evitare riferimenti locali


I riferimenti sono allusioni a cose che non sono comunemente conosciute in tutti paesi del mondo, compreso personaggi, luoghi, attività cibo o aspetti culturali  specifici di una regione in particolare.

♦ Consiglio #3:
Evitare le frase idiomatiche


Evitare frasi idiomatiche colorite o metafore date forse per scontate, ma in realtà incomprensibili a molti.

♦ Consiglio #4:
Utilizzare frasi brevi


L’impiego di frasi brevi e semplificate è sicuramente una giusta scelta per agevolare la comprensione e la mediazione linguistica.

♦ Consiglio #5:
Anche uno stile semplice ha valore


Scrivere con uno stile semplice non significa impoverire il significato di un testo

martedì 26 luglio 2011

Meeting Traduttori ed Editori del Mediterraneo

Traduzione umana professionale
L’elemento umano e le “macchine per la traduzione”

20-22 Ottobre 2011
European Institute of the Mediterranean - Carrer Girona 20,
08010 Barcellona - Spagna
Programma preliminare
Traduttori: l’elemento umano e le “macchine per la traduzione” — Dorothy Kenny

L’argomento dell’incontro riguarda il livello ottimale raggiungibile tra le “macchine per la traduzione” (MT) ed il traduttore al momento di affrontare problematiche cruciali, come ad esempio: il modo in cui sono percepiti gli input della traduzione umana sui sistemi MT; in quali scenari, combinazioni linguistiche o settori la MT detiene più successo; cosa potrebbe motivare la decisione di un traduttore nel cooperare con una “macchina per la traduzione”; e le qualità che il traduttore umano deve possedere per fornire un efficace post editing.

Dr. Dorothy Kenny - City University di Dublino. Ha pubblicato numeroi articoli nel settore riguardante le tecnologie della traduzione, teorie e studi sulla traduzione.

Cercare di tradurre sempre meglio — Ros Schwartz

Quando la qualità ottenuta non è sufficiente? Cosa rende una traduzione perfetta? Quante licenze creative possono essere prese? Cosa si puo’ fare per migliorare la propria prosa? L’argomento dell’incontro riguarda i consigli più efficaci per ottenere una migliore qualità nella prosa.

Ros Schwartz, esperienza trentennale come traduttore lettarario, collabora ad altissimo livello anche a livello accademico e in corprazioni letterarie.

martedì 18 gennaio 2011

TECNICHE DI RICERCA NEL WEB PER TRADUTTORI e IntelliWebSearch

TECNICHE DI RICERCA NEL WEB PER TRADUTTORI e IntelliWebSearch

MILANO - SABATO 26 FEBBRAIO 2011 - orario 10:30/12:30 - 13:30/15:30 Via Tolmezzo 12/A, Milano (zona P.za Udine) - ( MM Linea 2 verde, fermata Udine).

Oggi il traduttore ha a disposizione una straordinaria fonte d'informazione e consulenza: Internet. Il seminario presenta gli strumenti e le risorse di ricerca e offre ai traduttori la possibilità di imparare le tecniche migliori per ottimizzare la ricerca Internet e il proprio processo operativo. Il software IntelliWebSearch, un'applicazione freeware di Michael Farrell, progettata per consentire a traduttori e terminologi di velocizzare e perfezionare le ricerche nel Web. IntelliWebSearch - ora ulteriormente perfezionato e incrementato – è disponibile in inglese, italiano, francese, tedesco, olandese, russo, catalano e ceco, e nella nuova versione permette di effettuare più ricerche contemporaneamente direttamente dall'ambiente di lavoro su risorse esterne quali motori di ricerca e/o dizionari online, ma anche su un certo numero di risorse locali. PROGRAMMA DEL SEMINARIO: disponibile sul sito http://www.corsi-traduttori.it/strumenti-ricerca **Alla fine del seminario verrà rilasciato un attestato di partecipazione.** LA QUOTA, CHE COMPRENDE LA SOLA PARTECIPAZIONE AL SEMINARIO, E': EURO 120,00 + 20% IVA - ISCRIZIONE DA EFFETTUARSI ENTRO IL **20 FEBBRAIO 2011** SPECIALE SOCI AITI: QUOTA SCONTATA EURO 100,00 + 20% IVA - ISCRIZIONE DA EFFETTUARSI ENTRO 20 FEBBRAIO 2011 Chi vorrà partecipare al seminario dovrà inizialmente SOLO COMPILARE il modulo d'iscrizione:
http://www.corsi-traduttori.it/strumenti-ricerca/iscrizione-f.html Coloro che avranno inviato il modulo, RICEVERANNO IN UN SECONDO TEMPO LA CONFERMA D'ISCRIZIONE con richiesta di versamento della quota dipartecipazione. ( si richiede un numero minimo di partecipanti)