giovedì 14 ottobre 2010

Gli adempimenti fiscali del traduttore/interprete professionale

L'importanza di "dotarsi una bussola" per orientarsi fra le norme fiscali vigenti

PISA - sabato 20 novembre 2010 - ore 10:00-13:00 e 14,30 - 18,30

SEDE: Grand Hotel Duomo (Via Santa Maria, 94 - PISA)

Obiettivi del seminario:

1) favorire la coesistenza tra una professione creativa e le regole contabili e fiscali

2) trasformare il vecchio modello"traduttore/interprete" in quello di "traduttore/interprete-imprenditore moderno"

3) minimizzare l'impatto della tassazione ed ottimizzare il tempo in adempimenti burocratici

Tematiche di fondo:

1-Il traduttore/interprete fra la libera professione e l'impresa.
Forme giuridiche e altre forme possibili.
La partita IVA UE

2-Le principali tasse: IVA-IRPEF-IRAP: definizione, calcolo e pagamento; le scadenze, le sanzioni su ritardi o omissioni.

3-La contribuzione obbligatoria all'INPS: soggetti obbligati al pagamento, casi di abbattimento del contributo, alternative

4-La contabilità del traduttore-interprete: i vari regimi contabili, fruibilità di regimi agevolativi comportanti riduzione delle imposte, i registri obbligatori, l'annotazione di compensi e spese, la detraibilità dei costi sostenuti per la professione.

5-Fatturazione, l'addebito della rivalsa INPS, dell'IVA - l'applicazione della ritenuta d'acconto IRPEF - la fatturazione con l'estero.

6-Gli studi realizzati contro l'evasione - possibili conseguenze dell'errata compilazione.

7-Le prestazioni occasionali

8-L'apporto ed il costo di eventuali consulenti (commercialista; consulente del lavoro; avvocato, ecc.)

9-Risoluzione pratica di alcune problematiche oggettive

Al termine del corso verrà rilasciato ai partecipanti un attestato di frequenza

Docente: dott. Giuseppe Bonavia
Commercialista e Revisore Contabile in Pisa

Quota di iscrizione: euro 160,00 (la quota include anche il pranzo, presso il ristorante dell'Hotel Duomo)

venerdì 8 ottobre 2010

CORSI PER TRADUTTORI LETTERARI E BIBLIOTECARI

CORSO DI SPECIALIZZAZIONE/TRADUZIONE LETTERARIA

Milano - 23 novembre 2010 - 28 febbraio 2011
(10ª edizione del corso di specializzazione di traduzione letteraria)
Sede delle lezioni: via Vitruvio 41, presso l’Istituto Gonzaga
Il lavoro del traduttore letterario
(In lingua inglese, francese, tedesca e spagnola)
LAVORARE IN EDITORIA.
IL CONSULENTE LETTERARIO E IL REDATTORE NELLE CASE EDITRICI

La 11ª edizione del corso di specializzazione "Il lavoro del traduttore letterario" è indirizzata ad aspiranti traduttori editoriali/letterari. I primi 4 corsi, (inizio il 23 novembre 2010), sono diretti a tutti gli iscritti e avranno un carattere propedeutico per i successivi laboratori linguistici nelle 4 lingue (inglese, francese, tedesco, spagnolo) che inizieranno il 10 gennaio 2011.

PROGRAMMA

1° corso: Il lavoro del traduttore letterario

* analisi del mercato editoriale. Che cos’è una casa editrice.
Ruoli, funzioni e organizzazione interna: il ruolo specifico del traduttore
* i contratti e le norme legislative che regolano i rapporti tra editori e traduttori

2° corso: Teoria della traduzione

* le principali teorie contemporanee
* il problema del significato
* la traduzione come interpretazione
* la traduzione come ri-creazione (copy-writing)
* la posizione del traduttore

3° corso: I "ferri" del mestiere del traduttore

* le risorse del traduttore: dizionari, repertori, Internet
* le fasi e le tecniche di lavoro
* problemi ed errori comuni
* gli standard internazionali

4°corso: Il lavoro redazionale

* l’editing di una traduzione

I primi 4 moduli (martedì e mercoledì, h.18.00 – 20.00) termineranno mercoledì 15 dicembre e saranno seguiti da tutti i partecipanti.

Da lunedì 10 gennaio 2011 inizieranno i laboratori specifici delle singole lingue (inglese, francese, tedesco e spagnolo) e avranno cadenza settimanale (ore 18.00 - 20.00) per un totale di 14 ore ciascuno.

I laboratori sono a numero chiuso per un massimo di 15 partecipanti:

Tedesco (ogni lunedì):
10 gennaio – 17 gennaio – 24 gennaio – 31 gennaio – 7 febbraio – 14 febbraio – 21 febbraio

Spagnolo (ogni martedì):
11 gennaio – 18 gennaio – 25 gennaio – 1 febbraio – 8 febbraio – 15 febbraio – 22 febbraio

Francese (ogni mercoledì):
12 gennaio – 19 gennaio – 26 gennaio – 2 febbraio – 9 febbraio – 16 febbraio – 22 febbraio

Inglese (ogni giovedì):
13 gennaio – 20 gennaio – 27 gennaio – 3 febbraio – 10 febbraio – 17 febbraio – 24 febbraio

Il corso terminerà per tutti i partecipanti il 28 febbraio 2011

Alla fine verrà rilasciato il diploma di frequenza.

Per maggiori informazioni: http://www.herzog.it/milano_editoria10.asp


IL MESTIERE DEL LIBRAIO

Milano: 4 novembre – 16 dicembre 2010 (1ª edizione corso di specializzazione)
Il mestiere del libraio. Come si lavora in una libreria

La 1ª edizione del corso " Il mestiere del libraio. Come si lavora in una libreria " è rivolta a tutti coloro che intendono inserirsi nel mondo del lavoro come librai qualificati, in grado di rispondere alle esigenze del mercato editoriale. Durante il corso saranno messe a confronto diverse tipologie di librerie (indipendenti, di catena e megastore), e di conseguenza i diversi modi di lavorare in libreria; si analizzeranno le varie attività del libraio attraverso l’organizzazione e la gestione dello
spazio e dei tempi di lavoro.

Il percorso formativo sarà completato da una visita didattica all’interno della Libreria di Quartiere, via Piceno 1 - Milano

martedì 28 settembre 2010

Francesco Orlando : un'eredità metalinguistica da non dimenticare

Franscesco Orlando (1934-2010), professore di letteratura francese all’Università di Pisa (Scuola Normale Superiore di Pisa) e illustre titolare di una cattedra di Teoria della Lettaratura in Italia - è scomparso a Pisa nel giugno scorso. Il suo nome resta legato a quello di Tomasi di Lampedusa, l'autore del Gattopardo di cui aveva accompagnato la redazione e la pubblicazione dell’opera. Orlando lascia ai posteri un’opera teorica di enorme valore, che spazia direttamente dall’eredità freudiana a quella di Erich Auerbach, che vede proprio in questi ultimi mesi il compiersi della sua traduzione in lingua francese.

Tra le sue opere più importanti vorrei citare : Letteratura, ragione, represso (Lettura freudiana della Phèdre, 1971 [trad. fr. Lecture freudienne de “Phèdre”, Paris, Les Belles Lettres, 1986]; Per una teoria freudiana della letteratura, 1973; Lettura freudiana del Misanthrope, 1979; Illuminismo e retorica freudiana, 1982) il saggio di critica tematica intitolato Gli oggetti desueti nelle immagini della letteratura (1993-94), tradotto in lingua franese, Les objets désuets dans la figuration littéraire, edizione Classiques Garnier.

venerdì 10 settembre 2010

GLOBISH, ma esiste veramente?

Secondo alcuni l’inglese è ormai una lingua senza più padroni, una lingua quindi veramente mondiale.
Diversi linguisti hanno cercato di analizzare la forma dell’inglese parlato da non nativi. Si sono notati alcuni errori ricorrenti (come la tendenza a non mettere la “s” alla terza persona singolare, l’uso errato dell’articolo determinativo, ecc.). Queste deviazioni non compromettono certo la comprensione fra persone, ma non dimostrano l’esistenza di una lingua nuova diversa e autonoma dall'inglese.
Il Globish empiricamente è difficile da dimostrare.
Le lingue si sviluppano intorno ad istituzioni o centri di potere singoli e autonomi. Il Globish si presenta come un "magma" linguistico del tutto disarticolato. Esistono tante declinazioni dell’inglese quante sono i popoli che lo imparano e queste declinazioni spesso sono talmente diverse da risultare del tutto incomprensibili. La conseguenza è che, per tentare di capirsi ognuno tende ad orientarsi verso gli stessi standard fonetici e grammaticali, ovvero quelli degli anglofoni madrelingua.
Infatti, sono gli anglofoni madrelingua i soli ad avere il diritto di stabilire ciò che è corretto o scorretto: gli unici ad avere la competenza legittima dell'inglese propriamente detto. Lo dimostra il fatto che nelle scuole, nelle università e nei centri linguistici di tutto il mondo si assumono docenti madrelingua inglese (eccetto nelle scuole italiane, purtroppo!). Lo ribadiscono i numerosissimi studenti desiderosi di imparare l’inglese che fanno dei soggiorni studio presso istituti e università dei paesi anglofoni.
Il Globish quindi non esiste. Dimostrare la sua esistenza impedisce di vedere l’asimmetria nella distribuzione dei costi e dei benefici dell’egemonia linguistica a vantaggio dei paesi anglofoni. Si tratta di vantaggi di ordine economico, politico e culturale. Da un lato abbiamo i madrelingua, i quali per farsi capire devono al massimo evitare espressioni idiomatiche e accenti regionali. Dall’altra parte, infatti, abbiamo tutti gli altri cittadini del mondo che investono miliardi di euro all’anno e anni della loro vita per tentare, spesso senza successo, di possedere la lingua egemone, restando sempre e in ogni caso un passo indietro rispetto ai madrelingua.
Versione francese: Globish ou Anglais?
Ho fatto una sintesi dell'articolo pubblicato al seguente link per farne eventualmente materia di discussione:

martedì 7 settembre 2010

Giornata europea delle lingue

Il 26 settembre - data storica per celebrare la diversità linguistica, il plurilinguismo e l'apprendimento delle lingue. L'iniziativa, organizzata dal Consiglio d’Europa e dall’UE, coinvolge migliaia di persone in 45 Paesi in attività per celebrare la diversità linguistica e l’importanza dell’apprendimento di più lingue.

In tale data, sono infatti organizzati eventi per garantire che i messaggi, le lezioni e le attività dell'Anno Europeo (2001) delle lingue non si disperdano. E’ la giornata per parlare di lingue e culture dei cittadini europei e per incoraggiare i cittadini europei ad apprendere le lingue.

In tale quadro di eventi ricordo:

Giornata di studio
"Conoscere le lingue per costruire l'Europa"

Pisa - Lucca, 27 settembre 2010

Pisa, Aula Magna Nuova del Palazzo della Sapienza